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Lavorazioni Pre impianto

Lavorazioni Pre impianto

La vegetazione legnosa, sia arbustiva che arborea, deve essere eliminata per facilitare le lavorazioni, per avere maggiore spazio di piantagione, ma soprattutto perchè alcune specie potrebbero essere già micorizzate con funghi presenti nel terreno e quindi rappresentare una fonte di inoculo di funghi competitori. Prima di intervenire sulla vegetazione arborea e/o arbustiva, è buona norma verificare la legislazione vigente presso le Comunità Montane o il Corpo Forestale dello Stato.

Nel caso di presenza di grossi massi, sarebbe opportuno provvedere al loro allontanamento, compatibilmente con i costi che questa operazione comporta. In alcuni impianti, i sassi sono macinati sul posto e sparsi sul terreno per sfruttare il loro effetto pacciamante, ma è una operazione non consigliabile in quanto troppo onerosa.

La lavorazione principale deve essere in base al tipo di suolo e alle colture precedenti l’impianto. In generale, la profondità dell’aratura non dovrebbe superare i 20 – 30 cm. Profondità maggiori potrebbero portare in superficie orizzonti sterili o troppo argillosi. Inoltre, verrebbe alterato l’assetto della flora microbica del suolo. In generale, per terreni mediamente profondi, si consiglia una rippatura incrociata in modo da favorire la circolazione dell’aria e dell’acqua senza rovesciamento del suolo, seguita da un’aratura piuttosto superficiale e un successivo affinamento delle zolle. Sarebbe opportuno eseguire i lavori prima dell’estate in modo che, i probabili propaguli di funghi competitori presenti naturalmente nel terrno, vengano esposti il più possibile all’aria e inattivati dalle elevate temperature e dalla carenza idrica estiva.

Il sesto di impianto deve essere deciso in base alla specie forestale simbionte, allo sviluppo probabile che la pianta avrà da adulta, alla specie di tartufo e all’esposizione del terreno. In pratica, si deve riuscire a prevedere l’ombreggiamento operato dalle chiome delle piante adulte considerando che: il tartufo nero tollera male ombreggiamenti superiori al 60%, il tartufo estivo tollera ombreggiamenti maggiori, il tartufo bianco predilige un ombreggiamento del 100%. E’ buona norma adottare sesti larghi specifici tenendo conto della specie di tartufo che si andrà a coltivare e del contesto naturale in esame.

L’epoca più idonea per la piantagione è quella autunno-vernina se le temperature non sono troppo basse, se il terreno non è occupato dalla neve per lunghi periodi, ecc., oppure la primavera, ponendo attenzione ai ritorni di freddo. Qualche giorno prima della messa a dimora è bene sospendere l’irrigazione delle piantine in vaso, in modo che il pane di terra sia quanto più idoneo per la messa a dimora delle piante.

Deve essere prevista l’irrigazione di soccorso alle giovani piantine solo se indispensabile. Una pianta ben micorrizata è più resistente alla siccità, ma la fase di affrancamento è molto delicata, uno stress idrico prolungato nella fase di affrancamento può causare moria di plantule.